Le incisioni rupestri di Grosio

Nel territorio fra i comuni di Grosio e Grosotto, le popolazioni preistoriche hanno lasciato il segno del proprio passaggio, incidendo sulla roccia suggestive rappresentazioni di vita quotidiana. Graffiti che coprono un arco di tempo che va dal tardo Neolitico all’Età del Ferro: guerrieri, animali, figure antropomorfe distribuiti sulla superficie della spettacolare “Rupe Magna”, la roccia più incisa dell’arco alpino, con più di 5000 incisioni. 

La sua superficie è stata modellata dall’azione erosiva degli agenti atmosferici, in particolar modo dallo scioglimento dei ghiacciai, che hanno impresso su di essa anche una serie di solchi. Le figure più antiche, spirali e segni ad U rovesciata, risalgono al IV millennio a.C. (tra la fine del Neolitico e l’inizio dell’età del Rame). Un gruppo di figure rappresenta uomini in tratti schematici, armati di scudo rotondo e spada o bastone. Preziosissima per valore documentario è la scena corale dei sei “oranti saltici”. Il gruppo più ampio di figure, rappresentato da uomini armati, da capre e cervi, da segni serpentiformi e a forma di labirinto, risalirebbe all’età del Bronzo. 

Posto tra Grosio e Grosotto, il Parco istituito nel 1978 per valorizzare il patrimonio archeologico e paesaggistico del "Dosso dei Castelli" consente di leggere le tracce lasciate dai primi abitanti della Valle.
  



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